|
Il Beato Francesco Pianzola
mostra il suo volto
L’Istituto delle Suore Missionarie dell’Immacolata Regina della Pace celebra il suo 90.mo anno di fondazione tra due avvenimenti memorabili, fissati indelebilmente nella memoria e nel cuore della Chiesa di Vigevano: la beatificazione del fondatore e la Prima Memoria liturgica; l’ostensione pubblica del suo corpo. Sarà un riconsegnare, attraverso la rivelazione del Volto paterno, alla Famiglia Religiosa e alla Comunità presbiterale, un mandato di visibilità e di presenza, ma, soprattutto, di effettivo impegno nella missione di evangelizzazione per ogni battezzato.
L’evento torna a ribadire in tutta la sua forza quella tenace perspicacia del Beato, nel suo essere e nel suo agire, quale lo rivela la foto, stupenda icona del missionario a Garlasco (Pavia) nel 1909: lo sguardo puntato in alto e tutta la persona in tensione verso la fonte che sazia ogni fame. Questo volto, che ha appassionato fino alla commozione i pellegrini durante la beatificazione, viene riproposto perché tutta la Chiesa riprenda il suo posto singolare ed unico nel mondo.
Così ribadisce con determinazione il S. Padre Benedetto XVI nella “Caritas in veritate” al § 9: “La Chiesa ha una missione di verità da compiere, in ogni tempo ed evenienza, per una società a misura dell’uomo, della sua dignità, della sua vocazione.”
Lo stesso irrinunciabile appello che Padre Francesco Pianzola fece riecheggiare nella sua terra, assetata, allora come oggi, di verità e di giustizia, di solidarietà e di equità!
La visione delle “reliquie insigni” del Beato, nel prossimo mese di ottobre, possa provocarci a ripartire, a riverberarci di nuova vitalità per fecondare i nostri animi, a volte spenti e disanimati, nell’annunciare l’insondabile ricchezza della persona umana, di ogni persona, in cui P. Pianzola vedeva e vede rispecchiato “un piccolo e povero Gesù”.
Il messaggio torni come eco ridondante per tutte le Comunità ecclesiali in cui il carisma pianzolino è risuonato attraverso le sue Suore o i suoi Amici, ma, soprattutto, smuova, in questo anno sacerdotale, tutti i Confratelli Sacerdoti da una pastorale di ordinaria amministrazione alla progettazione di iniziative mirate per una nuova evangelizzazione delle coscienze.
Scriveva nel 1910 Don Pianzola: “Bisogna ritornare al Vangelo, il quale non tanto insegna la perfezione della virtù, ma ne fa una legge, che penetra nelle coscienze e si impone con il rimorso. (…) Modellando la nostra vita sulle orme dei Santi, (…) troveremo quella pace e quel bene che non è dono degli uomini, ma scende dal Cielo, e si pesa solo nella coscienza della storia”.
Padre Pianzola si è fatto interprete di questo bisogno per il dono dello Spirito: ha ascoltato il grido del popolo che invocava vicinanza, accompagnamento, cultura religiosa adeguata alle diverse classi sociali e non si è lasciato chiudere dentro i muri della sacrestia, ma ha portato il “catechismo” là dove la gente viveva il faticoso quotidiano. Soprattutto, Padre Pianzola non è andato da solo: ha coinvolto chi si è lasciato interpellare dalle situazioni emergenti. Ha cercato di creare solidarietà tra i sacerdoti, di formare una fraternità sacerdotale in dialogo e in comunione con il Vescovo, al fine di far fiorire comunità cristiane, in cui poter ripetere i prodigi della prima predicazione.
Perché, raccogliendo alcune indicazioni di amici, non pensare a una tavola di confronto composta da preti diocesani, da Suore e da laici, con due precipue finalità: “studiare ed approfondire insieme come il Beato ha inteso e vissuto il nucleo più profondo del suo ideale sacerdotale e, insieme, individuare possibili modalità attraverso le quali attualizzarlo nel presbiterio della nostra Chiesa locale? Non sarebbe un’esperienza di scambio reciproco dei propri doni ed una forma di collaborazione tra preti, suore e laici, tipicamente “pianzolina?”
Anche da queste poche pagine informative si possono aprire strade di comunicazione di proposte e di confronto. La passione per la bellezza e la ricchezza di una vita ispirata all’amore di Dio, da cui nessuno è escluso, va tenuta viva e fatta brillare davanti alla coscienza di ragazzi e giovani, adolescenti ed adulti, grazie anche a testimoni come Padre Pianzola.
Sr. Tiziana Conterbia
|